01 Feb 2010 |
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E' quasi d'obbligo preoccuparsi del Barletta, che, sino a due settimane fa, era additato come una squadra-rivelazione, in virtù del fatto che era stata allestita, di corsa, con tesserati, carenti di pedigree perchè giovani, e altri che erano alla ricerca dei passi perduti, per cui sia gli uni che gli altri si sono impegnati, evidenziando la circostanza, non di poco conto, che erano, soprattutto, seri e bravi professionisti, pur non esibendo un calcio da palcoscenico della massima divisione, bensì un gioco individuale di buona fattura. Tanto è vero che, sull'onda dei meritati successi, è stato chiesto, a gran voce dai tifosi di procedere all'acquisto di rinforzi, tali che rendessero il Barletta più competitivo e, quindi, capace di vincere meglio e di più. Il che non è avvenuto perchè i nuovi arrivati hanno finito, presumibilmente, per rivoluzionare l'assetto della formazione, stravolgendo i rapporti tra i reparti della difesa e dell'attacco, perdendo, in tal guisa, di vista il centrocampo, a cui è stato sottratto Muwana, costretto, forse, a svolgere un compito che non gli confà. E' anche presumibile che sotto la spinta entusiasta e sognante della piazza, si è addivenuti a non tener conto dell'adagio calcistico, che recita: "squadra vincente non si cambia", per cui gli arrivi dell'ultim'ora avrebbero dovuto essere testati, prima d'inserirli nella formazione già sperimentata, che aveva conseguito buoni risultati. E'anche vero che del senno di poi, sono piene le fosse del mondo. Non è un caso che le occasioni da rete, da parte barlettana, sono state due: una per tempo, ad opera di Infantino. L'Aversa Normanna, che, certamente, non immaginava di incontrare un Barletta confusionario e remissivo, si è limitata a proteggere il pareggio, e in quelle rare occasioni offensive pareva quasi chiedere scusa, dopodichè si rintanava nella sua trequarti, tant'è che, il mister Juary, a fine gara, ha dichiarato di aver chiuso tutti i varchi al Barletta, smarritosi, alla stregua del divin poeta Dante, parafrasando così il " nel mezzo del cammin del campionato, (il Barletta) si ritrovò per una selva oscura, che la dritta via era (quasi) smarrita. Dopo il radioso Juary, è apparso Lello Sciannimanico che, con la sua notoria onestà intellettuale, ha esordito con linguaggio, al solito, telegrafico:" Sono due punti persi, anche se è vero che abbiamo avuto a disposizione un paio di occasioni da rete, non tramutate in goals. Ho tentato, con l'utilizzo di tre punte, di rimediare una vittoria però il tentativo è, purtroppo, naufragato. E' certo che qualcosa va registrato, per cui durante la settimana si dovranno cercare quei rimedi, idonei a cancellare le ultime due, non felici, prestazioni". Il voto, per i calciatori, è sotto la sufficienza, tra l'altro, apparsi irriconoscibili e, certamente, si riscatteranno con la prossima gara, perchè non è concepibile che abbiano perso quell'entusiasmo che aveva contagiato un pò tutti. Emanuele Porcelluzzi
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