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26
Gen
2010
Manfredonia-Barletta: Il commento post-partita di Umberto Casale PDF Stampa E-mail
Rubriche - I commenti di Umberto Casale
Scritto da Umberto Casale   

Un deludente Barletta


Primo derby della stagione e prima, cocente, delusione. L’incontro contro il Manfredonia, infatti, è stato perso malamente e i ragazzi di Lello Sciannimanico sono ritornati dal terreno sipontino con una sconfitta che non lascia attenuanti. Se il primo tempo è stato giocato quasi da spettatore, la ripresa ci ha visto fungere addirittura da veri e propri “sparring partner”. Inutile usare molti giri di parole: il Barletta per tutto il secondo tempo è stato letteralmente strapazzato dai foggiani. Se c’era una sola squadra scesa in campo dopo l’intervallo, questa era quella dei ragazzi di Mister Bucaro, che nella seconda frazione di gioco hanno dato vita ad una prestazione maiuscola. Usciti dagli spogliatoi con un altro piglio, con una forza di volontà non comune, i biancocelesti hanno cercato, voluto e ottenuto - e perché no pure mettendo in mostra un bel gioco e tanto cuore – un’importante, per loro, vittoria. Forse questa combinazione, cuore e volontà, è proprio quella che negli ultimi tempi è mancata ai ragazzi di Mister Sciannimanico, specialmente in trasferta se solo consideriamo le ultime due uscite. Melfi e Manfredonia, infatti, hanno assistito a due scialbe prestazioni dei colori biancorossi. In queste due occasioni abbiamo sempre subìto le iniziative degli avversari. Cinque goal al passivo e zero in attivo, questo “score” la dice lunga sul comportamento della squadra barlettana fuori casa. Una spiacevole metamorfosi, quindi, che richiede assolutamente un’inversione di rotta: sì, le partite si possono anche perdere - e in questo è anche il bello del calcio - ma non possiamo accettare che al primo gol incassato, non si reagisca, si molli tutto e si resti passivi per tutto il resto della partita. E credetemi, ieri, in terra sipontina, ci è andata anche bene: dal Miramare di Manfredonia potevamo uscire sommersi da un punteggio addirittura tennistico se solo gli attaccanti locali non avessero sbagliato sotto porta le tante occasione da gol create. Eppure tutti noi pensavamo che dopo la scivolata di Melfi di quindici giorni fa il Barletta avrebbe fatto tesoro degli errori commessi e si sarebbe alzato prontamente, ma, dopo questa seconda ricaduta, bisogna davvero fermarsi e riflettere con attenzione e scrupolosità, guardando in faccia la realtà: in queste due gare abbiamo incontrato squadre alla nostra portata e con problemi di formazione. Nonostante questo, a Manfredonia, abbiamo visto un brutto Barletta, senza un tiro in porta, un Barletta per nulla tonico, poco lucido, in cui alcuni calciatori sotto il profilo della fisicità e della brillantezza sono apparsi in condizioni non ottimali.
Ora bisogna cambiare registro e tornare all’antico. L’umiltà deve essere il comandamento imprescindibile, come prima delle festività natalizie. L’assetto tattico deve essere rivisto e, se possibile, qualche calciatore, un po’ affaticato, deve essere messo a riposo, nelle speranza che al rientro possa tornare a dare quantità e qualità. Quanto a noi tifosi, spero vivamente che queste due batoste da trasferta non ci deprimano. Come quando si è vinto - e spesso, anche convinto - non ci siamo mai lasciati andare ad esaltazioni eccessive, così ora chiedo a tutti noi tifosi biancorossi di non buttarsi giù, ma di guardare alla prossima partita, con gli stessi entusiasmo e ottimismo. Insieme. Non dimentichiamolo, quella di domenica prossima è una partita da vincere assolutamente, perché l’avversario si chiama Aversa Normanna.
Nel lasciarvi come sempre, un solo grido, un solo canto, forza Barletta, Barletta nel cuore.

Umberto Casale     
 

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