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23
Dic
2009
PERCHE' QUELLI A CUI PIACE IL CALCIO DISERTANO " IL PUTTILLI " ? di Emanuele Porcelluzzi PDF Stampa E-mail
Rubriche - Il Bianco e il Rosso di Emanuele Porcelluzzi
Scritto da Emanuele Porcelluzzi   

Radiografando il rendimento '2009 del Barletta calcio, dal Cassino in sù, si nota che i biancorossi sono secondi, per le vittorie casalinghe, alla Juve Stabia, al Gela e al Siracusa; poi, per quanto concerne i pareggi ( sempre casalinghi), il Barletta ne ha conseguiti tre alla stregua della Juve Stabia; e, infine, l'unica sconfitta in casa, la condivide con quella che il Siracusa ha subito tra le proprie mura amiche, mentre per le reti incassate, la squadra biancorossa ha preso le debite distanze, in positivo, dal Gela e dal Cassino.
Fuori casa, il Barletta, in merito alle vittorie procacciatesi, ne condivide il numero con la Cisco Roma; per i pareggi col Gela, per le sconfitte con il Cassino. Le reti siglate, in trasferta, sono sette (per la verità pochine), quelle incassate sono di meno di una unità di quelle della Juve Stabia.
Punteggio attuale 27 anzi che 28, a causa del punto di penalizzazione, che non ha consentito al Barletta di dividere la settima posizione col Cassino. Non è da trascurare il dato positivo, evidenziato dal fatto che il centroavanti Infantino con i suoi sette centri insegue Ciofani, in cima alla classifica dei marcatori per sole quattro lunghezze. Nondimeno l'argomento " rinforzi ", se non valutato con attenzione, potrebbe comportare il rischio di mandare in frantumi l'attuale giocattolo "Barletta ", che piace, purtroppo, non a tutti senza comprenderne le ragioni.
Un curriculum quello del Barletta, targato ' 2009-2010', parecchio interessante e proiettato verso un futuro anche ambizioso, che stenta a raccogliere ampi consensi, dovendo accontentarsi, a ragione, di quelli provenienti dai tifosi più assidui e con il cuore biancorosso. Se è vero che la formazione barlettana ha accusato "qualche battuta a vuoto ", è anche vero che ha palesato di possedere le doti di recupero in quei frangenti, in cui si è trovata in svantaggio: una caratteristica più che positiva, individuantesi nelle squadre, che raggiungono quel tasso di coesione, coincidente con la nascita del "collettivo ".
Comunque è fuor di dubbio che se le cose, in casa del Barletta, procedono nel verso giusto lo si deve alla giustezza dell'organigramma che la srl si è data e che vede ancora, Francesco Sfrecola, un presidente riconfermato, che ha dato l'anima  e " rischiato " per il Barletta, lasciando a coloro che subentreranno un patrimonio morale e una società, sul piano economico, da far invidia a chiunque; due vice presidenti: Giovanni Attimonelli, un imprenditore capace, con delega ai rapporti con le Istituzioni ( si badi bene ossia con la Lega, la FIGC e altre) e non è cosa di poco conto essere rappresentati negli ambienti calcistici che contano,e Roberto Tatò, imprenditore di buon spessore, riconfermato anche lui, con delega ai rapporti con la prima squadra; Giuseppe Divittorio, imprenditore, tenace ed accorto, con delega alla " Tesoreria ", col precipuo compito, per niente facile, di allentare o stringere, nel momento opportuno o conveniente, i cordoni della borsa e, per concludere, con Giuseppe e Dario Daddato con delega alla gestione del marketing ,del merchandising e degli eventi.
Un organigramma, certamente, che non ha eguali nella 2^  Divisione e forse altrove, per cui è in grado di poter imprimere una credibile svolta alle legittime ambizioni dei tifosi ( fatta eccezione di quella parte minoritaria arroccata sullo scetticismo), non tenendo in debito conto che la quota salvezza si aggira intorno ai 40 punti, avendo a disposizione ancora 16 giornate di campionato da disputare.
Quindi esistono ampi spazi " temporali " da dedicare al progetto iniziale della salvezza, per pensare, poi, progetti per gratificanti affermazioni, non sottacendo un eventuale ripescaggio, motivato dalle grandi difficoltà finanziarie in cui versano numerose società di calcio, per cui si potrebbe approfittare sempre che lo si voglia, e a fronte del quale, oltre alla solidità economica-finanziaria della società, è importante, tra l'altro, dimostrare di poter contare su un apprezzabile numero di spettatori, presenti allo stadio.
E' strano ma vero: il Barletta, tutto sommato, gode buona salute calcistica, ma il pubblico pare ignorarlo.
I motivi? Il più banale è quello ascritto alla circostanza che il pranzo tipico domenicale ossia l'involtino ( detto la braciola ) deve essere gustato con riti quasi liturgici sempre secondo alcuni, dimenticando che l'attuale orario dell'inizio delle gare, nella stagione invernale, è prossimo a festeggiare  le cento candeline.
Forse la verità sta nel mezzo, perchè il nuovo gruppo dirigenziale ha rimosso situazioni che languivano da tempo immemorabile, come, ad esempio, la nuova allocazione di coloro che operano nei mass-media, più dignitosa di quelle precedenti, rompendo tradizioni che creavano disparità di trattamento anche, se in tal senso, c'è ancora molto da fare.
Un dato confortevole è rappresentato dalla specificità dell'assegnazione ad ognuno dei componenti  l'organigramma societario, titolari esclusivi della propria competenza niente affatto in conflittualità tra loro, perchè rispettosi l'uno delle competenze dell'altro.
E' d'uopo che il passato sia oggetto di un lancio virtuale al termine dell'ultimo giorno del '2009, per transitare, con nuove mentalità, nel '2010, meno popolato di paure e di incertezze.


Emanuele Porcelluzzi 

 

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