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19
Gen
2010
Barletta-Juve Stabia: Il commento post-partita di Umberto Casale PDF Stampa E-mail
Rubriche - I commenti di Umberto Casale
Scritto da Umberto Casale   

Barletta…. sei grande grande grande… solamente tu!


Barletta – Juve Stabia. Sono i minuti finali. Più precisamente è il 37° del secondo tempo. C’è un lancio millimetrico di Carozza che raggiunge il nostro attaccante Saverio Infantino. Il bomber lucano si incunea tra due avversari stabiesi e defilato, di lato, lascia partire un tiro fortissimo, dritto verso il portiere Soviero. La sfera arriva addosso al numero uno campano, ma, caricata a dismisura da uno strano effetto, tocca terra e ruzzola in maniera rocambolesca alle spalle dell’estremo difensore. In quell’istante tutto lo stadio esplode in un visibilio d’altri tempi. La prodezza del nostro attaccante – che con questa marcatura si porta a otto reti, tutte e otto molto pesanti, nella classifica marcatori – ha avuto un che di liberatorio. Infatti il nostro Barletta si era già proposto diverse volte in area stabiese e diverse erano state le occasioni per passare in vantaggio. E questo sin dal primo tempo, quando, con una travolgente azione lo stesso Infantino si portava pericolosamente in area avversaria e veniva fermato dall’arbitro Liotta di Lucca, che, complice l’assistente di linea, gli fischiava un fuorigioco assolutamente inesistente. Se il direttore di gara non fosse incappato in questo errore, Infantino avrebbe sicuramente anticipato di molti minuti la rete vittoria e la gioia sugli spalti. E dire che Barletta - Juve Stabia alla vigilia della gara lasciava intravedere qualche traccia di pessimismo: molti dubbi permanevano dopo la scivolata di domenica scorsa a Melfi, una strana partita per i nostri colori che sono apparsi subito rassegnati al ruolo di vittima sacrificale. Invece ieri è stata l’occasione di un immediato scatto d’orgoglio, ci siamo rialzati prontamente. I ragazzi sono scesi in campo decisi, senza mostrare incertezze o timori. Questa voglia “matta” di riscatto ha dimostrato che quella di Melfi è stato un semplice incidente di percorso che nell’arco dell’anno possono accadere specialmente quando, a causa di una fetta di panettone in più, si perdono ritmo e concentrazione.
Contro la Juve Stabia, dunque, alla nostra squadra si chiedeva di tornare all’antico, e siamo stati accontentati con una prestazione maiuscola. La gara contro l’ormai ex capolista stabiese è stata – lasciatemelo dire - perfetta. Una partita giocata dai nostri ragazzi con umiltà ma con la consapevolezza della propria forza e senza reverenza o paura, contro la forte squadra campana nelle cui fila, ricordo, militano fior di calciatori - come Ametrano, Soviero, Vicentin e De Angelis - e tanti altri calciatori che hanno calcato addirittura campi di A e B. Quell’umiltà – possiamo dirlo - è stata ed è l’arma segreta di un signor allenatore come Lello Sciannimanico. Insomma quello di ieri è stato il miglior Barletta della stagione, che ha meritato ampiamente di vincere. Mai una sbavatura, sempre sulla palla, tatticamente perfetto con le casacche biancorosse che non si sono mai fermate per tutti i novanta minuti. Hanno veramente lottato su tutti i palloni, mettendoci tanto cuore. Anche i due nuovi arrivati, Gambuzza e D’allocco, apportando quel pizzico di esperienza che mancava alla nostra squadra, sono stati veramente in gamba. Ora godiamoci per qualche giorno questa bella vittoria e poi concentriamoci sul derby di domenica, a Manfredonia. Forse in settimana potrà arrivare qualche altro nuovo acquisto per presentarci ai prossimi appuntamenti ancora più competitivi. Ora non ci resta che fare altri 10 punti e saremo salvi: raggiunto questo obiettivo, infatti,  potremo cominciare a sognare. Per adesso bisogna solo stare con i piedi per terra e guardarci solo alle spalle perché più passano le giornate e più sarà dura fare punti. Ricordiamoci: non dobbiamo avere paura di nessuno ma rispetto di tutti. Ora, nel lasciarvi con tanta gioia nel cuore, vi saluto con il solito grido di forza Barletta, Barletta nel Cuore.

Umberto Casale
 

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